MacBook Pro 2016: Apple sta perdendo la sua “magia”?

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Un passo avanti. Un passo indietro.

È a questo andamento che ormai dobbiamo abituarci quando esce un nuovo MacBook. Apple è riuscita nel corso dei decenni a portare innovazione costante nei suoi prodotti, ma andando ad analizzare cosa è uscito dalle sue fabbriche negli ultimi anni sembra che questa costante non sia più la stessa del passato.

Dopo il discutibile design del MacBook 12 pollici dell’anno scorso, la casa di Cupertino ha presentato la tanto attesa nuova serie di MacBook Pro. Cosa è cambiato questa volta? TUTTO.

Design rinnovato, CPU più potenti ed efficienti, SSD straordinariamente veloci, schermi ancora più luminosi e accurati nei colori segnano un indiscutibile passo in avanti rispetto ai vecchi modelli.

Tuttavia restano dei punti critici che vale la pena analizzare e che forse sono rilevanti al fine di capire che strada stia intraprendendo Apple negli ultimi anni.

Quando la troppa semplicità ti schiaccia.

Einstein una volta disse: “Le cose devono essere le più semplici possibili, ma non ancora più semplici”

È proprio questo il punto. L’eccessiva semplicità dei prodotti può facilmente portare ad un aumento della difficoltà di utilizzo. Questa filosofia ha già toccato il MacBook e l’iPhone 7 e 7 Plus: i dispositivi Apple stanno diventando sempre più sottili e leggeri, a discapito però della funzionalità.

Lo stravolgimento delle porte I/O sul suo nuovo portatile.

Con questa discutibile mossa, a mio parere, Apple non ha cambiato solo il MacBook Pro, ma ha cambiato la concezione stessa di MacBook Pro. Vi ricordate cos’è stato per anni questo prodotto? Il portatile preferito dai creatori di contenuti in mobilità grazie alle sue buone performance, alla sua qualità costruttiva, alla durata della batteria e alla sempreverde esperienza che regala MacOS. Bene, ora cancellate tutti le idee che vi siete fatti negli anni sui MacBook Pro e ripartite da zero.

Non è più un portatile per i creatori, non ha più alcune porte essenziali per le attività quotidiane – le USB tipo A e il lettore di schede SD, fondamentale per chi lavora con fotocamere e videocamere – sono sparite.

Ha solo quattro amate/odiate porte USB tipo C/Thunderbolt 3, utilissime per collegare anche in contemporanea monitor esterni e archivi RAID ma estremamente frustranti nell’utilizzo quotidiano, in quanto sarà necessario un adattatore anche per connettere una comune chiavetta USB, un Hard Disk esterno o una scheda di memoria.

Q: Marco, ma sei contro l’innovazione? Apple ha avuto le palle di cambiare.

A: No, sono sempre favorevole ai passi avanti fatti nella tecnologia. Il problema è che qui il famoso motto di Apple Think different” sta diventando “Think Dumb“. Avrei preferito di gran lunga la presenza sia di porte tradizionali (USB-A e lettore SD) sia di porte di nuova concezione (USB-C). Dando così il via ad una progressiva transizione verso la connettività del futuro, senza però lasciare per strada chi ancora non si è adeguato (per ora praticamente chiunque). Sarebbe bastata anche una sola porta USB 3.0 Type A.

Il MacBook Pro 2016 che molti avrebbero voluto vedere

Solo 16GB di RAM in un portatile per “professionisti” 

Un altro elemento di dibattito è la presenza di soli 16GB di RAM in un prodotto che dovrebbe essere destinato ad un utenza che fa generalmente uso di grandi quantità di memoria. 16GB di RAM non sono pochi, ma nel workflow dell’editing in 4K, ad esempio, posso essere insufficienti. Secondo Apple questa scelta è dettata dal fatto che un modulo in più di RAM da 16GB avrebbe sottratto spazio alla batteria e diminuito l’autonomia del portatile. A mio parere, tra le due opzioni, sarebbe stato meglio privilegiare maggiori quantità di memoria, rinunciando magari a mezz’ora di durata della batteria.

La TouchBar: rivoluzione?

Altra introduzione degna di nota è sicuramente la TouchBar. La riga degli ormai noti tasti funzione è stata sostituita con uno schermo touchscreen, appositamente programmato per visualizzare pulsanti a schermo specifici a seconda dell’applicazione che si sta usando. Se in un programma di editing video verrà visualizzata ad esempio la timeline del progetto, nel browser potremmo trovare tasti per aprire nuove schede o visitare i nostri siti preferiti con un semplice tocco. La TouchBar resta comunque personalizzabile dall’utente, per renderla il più d’aiuto possibile alle proprie esigenze. Nell’angolo destro della barra troviamo, infine, il TouchID, il lettore di impronte digitali è ora integrato anche nei portatili della Mela, utile per lo sblocco del PC o per l’indentificazione durante gli acquisti online nei siti che supportano tale tecnologia.

È veramente rivoluzionaria questa TouchBar? A mio parere no. Resta un’aggiunta interessante, utile in alcuni casi, ma nulla che possa cambiare radicalmente l’utilizzo del proprio Mac.

TouchBar: quanto la useremo?

Il prezzo che sta pericolosamente tendendo a infinito.

Il nuovo MacBook da 13″ con TouchBar parte dai 2.099€ per la versione con i5 Dual Core, 8GB di RAM e SSD da 256GB e dai 2.799€ per il 15″ con i7 Quad Core, 16GB di RAM, SSD da 256GB e Radeon Pro 450 2GB. Le versioni top di gamma hanno prezzi, rispettivamente, di 2.899€ (13″ con SSD da 512GB) e 3.659€ (15″ con SSD da 512GB).
Ora, supponiamo io sia uno sviluppatore o un editor di foto/video che si sposta tanto e che ha quindi bisogno di un PC potente, bello, veloce e leggero con cui editare i suoi progetti. Lavoro con file di grosse dimensioni e renderizzo videoclip anche a risoluzioni molto elevate (4K). Opto per un portatile da 15″. Le opzioni più interessanti sono un DELL XPS 15″ con i7-6700HQ, 16GB di RAM, SSD da 512GB, GTX 960M 2GB e schermo UHD e appunto il più simile MacBook Pro 15″ con i7-6820HQ, 16GB di RAM, SSD da 512GB, Radeon Pro 455 2GB. Il primo costa 2.149€, il secondo 3.299€. Una differenza sostanziale come potete vedere.

Q: Ma Marco macOS è molto più stabile di Windows, la qualità costruttiva è migliore nel MacBook. I prodotti Apple costano di più ma c’è un motivo.

A: Non solleviamo discussioni e flame su Windows vs. Mac. Chiudiamo subito questo dibattito: TI DO RAGIONE, macOS è un sistema operativo superiore a Windows. Ma secondo te la presunta superiorità di un Mac è ancora sufficiente a giustificare quei 1.150€ di differenza nel prezzo, pari al 53% in più? Dove si posiziona la soglia di accettabilità della differenza di prezzo rispetto ad un PC Windows? Ogni volta che esce un nuovo MacBook Pro il divario di prezzo tra PC e Mac aumenta, dunque chi compra un Mac accetta ogni volta di spendere sempre di più rispetto ad un PC. Lo accetta perchè il Mac distacca sempre di pìù in qualità il PC ad ogni aggiornamento? Oppure lo accetta in silenzio solo perchè non riesce a guardare oltre ciò che gli viene proposto?

Apple sta perdendo la sua “magia”?

In conclusione, come giudicare queste discutibili scelte di Apple degli ultimi anni? L’azienda sembra che in qualche modo stia perdendo il suo appeal. Personalmente sono alcuni anni che, assistendo ad un Keynote non faccia più WOOOW davanti alla presentazione di un nuovo prodotto. La concorrenza è ormai molto forte e presente. Con l’arrivo degli Ultrabook i MacBook Air sono stati messi alle strette: non sono più gli unici portatili veramente sottili, leggeri e veloci in commercio. Con l’arrivo di smarthphone Android che sfiorano la perfezione ad un prezzo relativamente concorrenziale (mi viene in mente OnePlus 3T), con la sempre più grossa fetta di mercato che i telefoni cinesi si stanno prendendo, dato il loro rapporto qualità prezzo molto buono, Apple possiede ancora il primato di leader assoluto nel mercato delle tecnologia?

La Apple dei primi iPhone e dei MacBook Pro veri e propri non la vedo più. E non credo di essere cieco.